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Ritorno al GBBF (UK): Cider e Perry tra le Real Ale

Finalmente, dopo due anni di attesa, è tornato il GBBF ovvero il Great British Beer Festival organizzato dal CAMRA (qui su Instagram), l’organizzazione britannica che unisce birrai, publican e consumatori nella CAMPAIGN FOR REAL ALE.
Quest’anno il festival si è tenuto a Birmingham, spostandosi dalla consolidata e ormai tradizionale sede di Londra, a luglio già affollatissima e presissima dal mood Oasis.

GBBF 2.0

La maggior parte della fiera è dedicata ovviamente alle birre real ale, con una scelta vastissima, e in questa edizione ci è sembrato di vedere più Golden Ale che IPA. La vincitrice assoluta, però, è stata la Mild di Penzance Brewing Co., incoronata del titolo CAMRA “Champion Beer of Britain 2025”.
Dal punto di vista logistico, la nuova sede del NEC Birmingham si è rivelata facilmente raggiungibile con il treno e direttamente collegata con un tunnel pedonale dalla stazione ‘Birmingham International’. I due padiglioni erano molto ampi e hanno consentito di avere più sedute per godersi in tranquillità le proprie pinte.
Birre, sidri e perry, come di consueto, erano raggrupati in stand organizzati per gruppi tematici, quest’anno identificati dai nomi dei locali storici (heritage pubs), che il CAMRA si preoccupa di valorizzare.
Del GBBF 2.0 abbiamo inoltre apprezzato la scelta cashless per i pagamenti delle birre e l’organizzazione dei token non in gettoni di plastica, ma con talloncini di cartone dal valore di 10 pound, suddivisi in pence (20 o 10), da cui scalare gli importi delle birre (come di tradizione: third, half-pint, pint): sicuramente un’idea da tenere a mente anche per i nostri festival, perché permette di personalizzare il costo delle consumazioni e non sottostare all’imperativo del gettone a cifra tonda.
Abbiamo, invece, rimpianto l’ampia scelta di cibo che caratterizzava la sede londinese, specialmente pork pie, formaggi e frutti di mare, immancabili negli anni precedenti (rimetteteli, please!).

Little Gem: lo stand per cider e perry

Immancabile nella mission del CAMRA è la CAMPAIGN FOR REAL CIDER AND PERRY, per preservare e valorizzare la produzione e il consumo dei fermentati di mele e pere.
L’ampio stand, chiamato Little Gem per valorizzare il pub storico di Aylesford nel Kent, ospitava più di 60 referenze da diverse parti del Regno Unito, tutte servite con bag-in-box: i sidri sono dunque fermi e non gasati, rispecchiando la variante più classica del servizio all’inglese.
Sia i cider che i perry sono classificati secondo 7 categorie da very sweet a very dry e simpatici disegni suggeriscono caratteristiche aggiuntive, come la nuvola (cloudy), la frutta (fruity) o un rasoio (sharp).
Considerata la vasta scelta e la voglia di far conoscere tanti e diversi prodotti, si rivela sempre molto utile la possibilità di un piccolo assaggio e di una chiacchierata con i fondamentali volontari prima di decidere quanto riempire il bicchiere.

Una piccola experience

Il GBBF si distingue sempre per la numerosità dei prodotti che sono presentati, per questo ci è piaciuta molto una novità: l’organizzazione della Discovery Zone dedicata all’assaggio gratuito delle ultime sperimentazioni dei produttori non solo di birra, ma anche di sidro.
Nel nostro caso, dietro al bancone ci ha accolto Paul Harrison di Cider Temple (sidreria di Beaminster, nel West Dorset) che ci ha presentato quattro suoi prodotti, sia in bottiglia che in lattina, spiegando le differenze di produzione e dell’ affinamento e delle differenti varietà di mele utilizzate.

In sostanza, il GBBF si conferma una delle migliori occasioni europee in cui poter assaggiare le produzioni inglesi di cider e di perry che, a fronte della loro produzione “tradizionale”, si rivelano in costante evoluzione per la volontà di rispettare e sfruttare positivamente le biodiversità e le stagionalità: il mondo del sidro inglese, a differenza delle ben più diffuse birre, ha ancora tanti aspetti e gusti inesplorati da scoprire e riscoprire.